Proprio mentre una culona calabrese che vive al quarto piano dello stesso edificio nel quale mio malgrado vivo anche io ragguagliava la vecchia napoletana del piano terra sui recenti furti negli appartamenti del condominio urlando dal balcone invettive contro questi messicani senza dio e coinvolgendo anche un’altra pettegola cuolona sita nel palazzo di fronte, ho realizzato che a giudicare dalla dimensione immonda del deretano delle tre donne in questione la crisi tutto sommato non è ancora riuscita a far perdere quei chili di troppo che la prova costume mostrerà a breve in tutto il loro flaccido disgusto nè a far muovere il culo alla gente.
Mi chiedo cosa debba succedere per riuscire a smettere di sbadigliare.
Delle virgole, forse.
A giudicare dai modi della rumorosa connversazione di cui sopra e dalla interazione da casa con estranei, sembra che i social network non riescano ancora a colmare quell’innato vuoto comunicativo umano come invece riesce a fare una sana chiacchierata tra semi sconosciuti farcita di consolidati stereotipi e un numero di decibel da ecoterrorismo acustico, inoltre non mi pare che la privacy sia gestita da facebook in un modo migliore.
Altro punto che un fine osservatore quale il sottoscritto si ritiene di essere non poteva non notare riguarda l’ammontare del tempo libero e la prerogativa di un sedere a tendere verso l’infinito: è possibile che esista una relazione tra questi due fattori, resta da concepire quale.
Frattanto che siete lì a non capire un cazzo di quello che ho scritto e a far allargare le vostre natiche, ecco un set di flash games che potete usare come scusante per l’abbassamento della vostra libido e del pil nazionale.